Attività Interrogazioni

GRUPPO CONSILIARE

Interrogazione Consiglio Comunale del 28 luglio 2017

L’accoglienza dei richiedenti asilo è motivo di ampia discussione ormai in tutto il territorio nazionale e sta diventando motivo di discussione anche a Monte San Savino.
Il nostro gruppo consiliare non intende al riguardo essere tacciato di populismo, ritenendo dovuto il dovere di accoglienza sempre nel rispetto delle leggi e della pacifica convivenza, ma “la questione dei migranti richiedenti asilo non può essere sottovalutata ed i Comuni necessitano di recuperare un ruolo attivo” (cifr. Assessore Rampini),

II nostro gruppo consiliare ritiene che sovente la discussione, con le conseguenti polemiche, nasce anche da una mancanza di informazione.
Sul tema sembra che si è formata quasi una sorta di “oscurantismo”, in cui l’ente pubblico evita sistematicamente ogni comunicazione ed il cittadino si trova collocato, accanto a casa propria, una comunità di richiedenti asilo senza nulla sapere.
Appare quasi che non trattando l’argomento il problema non sussiste.

Per quanto concerne il tema di cui alla presente interrogazione, l’unico dato conosciuto e pubblico è la ripartizione provinciale della Prefettura che assegna a Monte San Savino n. 46 richiedenti asilo.
Già su quanto sopra viene da chiedersi per quale motivo l’accordo tra il Ministero degli Interni e l’ANCI, divulgato nei organi di informazione alcuni giorni fa, prevede una collocazione pari a 3 su 1000 abitanti, mentre la Provincia di Arezzo ne vede assegnati un numero doppio.
Unico altro dato conosciuto è la mancata adesione da parte del Comune di Monte San Savino allo SPRAR; scelta che riteniamo oculata e corretta, basti pensare a quello che succede a Castiglion Fibocchi.
Altro non è dato sapere.
Non conosciamo neppure quanti richiedenti asilo sono oggi presenti nel territorio comunale, né dove e con quali criteri sono collocati.
Soltanto per vox populi conosciamo le cooperative che gestiscono il servizio, ma non sappiamo quali rapporti intercorrono tra i gestori e l’ente locale.
Non conosciamo quali attività svolge l’amministrazione comunale per controllare il rispetto delle normative locali, per esempio sul tema della

abitabilità degli immobili ed il rispetto del rapporto metri quadri / occupanti.
Non conosciamo se gli organi di Polizia Locale hanno poteri di controllo e vigilanza sui richiedenti asilo.
Non conosciamo neppure, indipendentemente dal tetto massimo fissato dalla Prefettura, se viene effettivamente rispettata una ripartizione proporzionale nei vari comuni, tra numero di abitanti e trasferimento di richiedenti.
Quanto sopra perché, pochi giorni fa, sugli organi di stampa abbiamo letto una dichiarazione del Sindaco di Cortona la quale affermava che su una popolazione di 22.000 abitanti erano presenti soltanto 23 richiedenti asilo.
Se ciò corrisponde al vero, in un rapporto proporzionale, Monte San Savino dovrebbe ospitare soltanto 9 richiedenti asilo.
Ma altri quesiti sono oggetto di diffusa domanda.
L’ultimo decreto Minniti prevede che i comuni elaborino dei programmi di integrazione ed occupazione volontaria dei migranti, ma non sappiamo se il Comune di Monte San Savino ha elaborato e predisposto tali programmi.
In ogni caso, a prescindere dal decreto Minniti, vediamo che in altri comuni del territorio nazionale (vedi Comuni di Pisa e Perugia) vengono utilizzati, in forma volontaria e non retribuita, i migranti in lavori di pubblica utilità.
Non comprendiamo per quali motivi Monte San Savino non si è attivata in tal senso, anche alla luce del fatto che l’utilizzo di quanto sopra, consentirebbe al richiedente asilo una maggiore integrazione, ma soprattutto darebbe luogo ad una diversa percezione del fenomeno da parte della comunità.
Per concludere abbiano letto ieri negli organi di stampa che il Comune di Monte San Savino ha formato il “Tavolo Permanente per l’Integrazione”, a prescindere dal fatto che non crediamo a qualsivoglia tavolo permanente programmatico, chiediamo che a tale organismo sia consentito la presenza anche della nostra associazione, qui rappresentata dal nostro gruppo consiliare.

Proprio in ragione di quanto sopra interroghiamo il Sindaco e la Giunta su quanto segue:

1) quanti richiedenti asilo sono attualmente presenti nel territorio comunale e dove sono collocati;
2) con quali criteri sono scelte le collocazioni e chi opera tali scelte;
3) i rapporti intercorsi ed intercorrenti tra il Comune di Monte San Savino e la Prefettura di Arezzo circa l’assegnazione dei richiedenti;
4) previe informazione con altri comuni del circondario, stabilire se il sistema proporzionale di assegnazione in relazione al numero di abitanti viene applicato e rispettato;
5) conoscere se la Prefettura di Arezzo comunica, in via preventiva, al Sindaco il trasferimento dei richiedenti asilo;
6) conoscere se la Prefettura di Arezzo periodicamente comunica, ai vari Comuni, il numero delle effettive presenze nel territorio provinciale, ripartite per singolo comune;
7) i controllo effettuati da parte dell’ente comunale circa le condizioni di abitabilità ed agibilità degli immobili ove sono collocati i richiedenti asilo, nonché il rispetto tra metri quadri dell’immobile e le presenze effettive;
8) la realizzazione di progetti comunali per favorire l’integrazione e l’occupazione volontaria dei migranti;
9) i motivi per cui il Comune di Monte San Savino non si è attivato, unitamente alle cooperative di gestione, per la realizzazione, in base volontaria e non retribuita, di impiego dei richiedenti asilo, in lavori di pubblica utilità;
10) in cosa consiste e quali poteri e prerogative gli sono assegnate al neo costituito “Tavolo Permanente per l’Integrazione”;
11) la possibilità di entrare a far parte di detto tavolo;
12) gli strumenti che il Comune di Monte San Savino intende adottare per dare piena ed aggiornata informazione e conoscenza ai propri concittadini circa l’effettiva presenza dei richiedenti asilo e la loro collocazione.

Con anticipati ringraziamenti si richiede risposta scritta, nei termini regolamentari.

Gianni Bennati                                    Alessandra Cheli

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