Attività Interrogazioni

GRUPPO CONSILIARE

Interrogazione Consiglio Comunale dell’8 settembre 2017

Premesso:

– L’art. 84 D. lgs. 267/2000 (Testo Unico sugli Enti Locali), intitolato “rimborso delle spese di viaggio”, stabilisce al suo comma 3° che “Agli amministratori che risiedono fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo ente spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente sostenute per la partecipazione ad ognuna delle sedute dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi, nonché per la presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento delle funzioni proprie o delegate.
– E’ evidente la ratio legis sottesa alla normativa in questione. L’amministratore comunale, e dunque la carica di Sindaco e di Assessore, non possono essere appannaggio di pochi, ovvero soltanto di coloro che possono permetterselo. Chiunque può aspirare ad accedervi, senza la preoccupazione di doverci rimettere di tasca propria. La ratio del disposto normativo è quindi quella di assicurare il concreto esercizio della funzione di amministratore locale, garantendo il diritto costituzionale all’accesso alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, la cui effettività viene assicurata, tra l’altro, dal rimborso delle spese sostenute per svolgere i relativi compiti.
– Pertanto, gli amministratori comunali, in virtù della detta legge, hanno il legittimo diritto di farsi rimborsare le spese di viaggio, a condizione, ovviamente, che gli stessi risiedano fuori del capoluogo del Comune dove ha sede l’ente, proprio perché deve essere loro consentito l’effettivo esercizio della funzione istituzionale.
– Orbene, nel caso che ci riguarda, la precedente amministrazione, con a capo lo stesso Sindaco Scarpellini, ha ottenuto centinaia e centinaia di euro di rimborsi spese in virtù dell’applicazione della suddetta norma. Ciò, per il solo fatto che il Sindaco ed alcuni assessori, così come avviene per l’attuale amministrazione comunale, si spostavano, per venire presso la casa comunale, dalle frazioni al capoluogo.
– Ora, è indubbio che il Sindaco abiti fuori del capoluogo del Comune. Infatti risiede a Montagnano, che dista circa 9 km. L’Assessore Maina risiede a Palazzolo, che dista circa 11 km.
Ma è altrettanto indubbio che la norma in questione è stata approvata con una diversa finalità, che è quella sopra espressa. Non a caso, quando la Corte dei Conti è stata investita della problematica, in merito al rimborso delle spese dei viaggi dalle frazioni, ha affermato, con parere espresso nella seduta della Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Liguria del 21 febbraio 2011, che “Tali rimborsi riguardano le spese sostenute dagli amministratori locali per recarsi nelle sedi del territorio comunale ogni qualvolta, come nel caso di specie, il territorio comunale si presenta di estese dimensioni ed articolato in numerose frazioni (come ricordato dal Sindaco alcune di queste sono raggiungibili in gran parte dell’anno mediante un itinerario automobilistico di oltre 100 Km)”.
– Beninteso, la norma non distingue tra frazioni lontane e vicine, per cui i rimborsi spese che avete sino ad oggi richiesto sono legittimi; non a caso, il dirigente ve li liquida in apposita determina, pienamente legittima. Ma è la ratio legis, il buon senso, il senso civico, che vi dovrebbero spingere a non richiedere rimborsi simili, soldi presi alla cittadinanza per venire da Montagnano o Palazzolo, presso la sede comunale. O dobbiamo forse aspettarci che in questa amministrazione vedremo addirittura inserito un nuovo rimborso spese, quello per venire da Le Vertighe (2 km) in paese?
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Quanto premesso, si

INTERROGANO IL SINDACO e GLI ASSESSORI

(1) Di conoscere se i medesimi intendano avvalersi, anche per questo mandato, del rimborso spese di cui all’art. 84 comma 3° D. lgs. 267/2000 (Testo Unico sugli Enti Locali), intitolato “rimborso delle spese di viaggio”.

– Si rileva, inoltre, che la medesima norma prevede che Agli amministratori che risiedono fuori del capoluogo del comune spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente sostenute (oltre che per la partecipazione ad ognuna delle sedute dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi) anche per la presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento delle funzioni proprie o delegate. Secondo la Corte dei Conti, la “necessità” deve potersi qualificare come tale sia soggettivamente che oggettivamente. Con riguardo al profilo oggettivo, ci si riferisce all’uso del mezzo proprio in assenza di mezzi di trasporto idonei o quando l’orario degli stessi non consenta la fruizione in tempi conciliabili con l’espletamento delle incombenze connesse al mandato. (L’Assessore Erica Rampini risiede ad Arezzo, che dista circa 20 km, e la distanza è coperto da servizio di trasporto pubblico).
– Per quello che riguarda il profilo soggettivo, “il requisito della necessità ricorre quando la presenza presso la sede degli uffici sia inerente all’effettivo svolgimento di funzioni proprie o delegate, come la partecipazione alle sedute degli organi esecutivi ed assembleari. In altri termini, è da ritenersi “necessaria” quella presenza qualificata da un preesistente obbligo giuridico dell’interessato che non gli consentirebbe una scelta diversa per l’esercizio della propria funzione, salvo il non esercizio della funzione stessa (cfr. Cass. Civ., Sez. I, n. 19637/2005). È da escludersi, pertanto – afferma sempre la Corte dei Conti – la rimborsabilità delle spese di viaggio sostenute per le presenze in ufficio discrezionalmente rimesse alla valutazione soggettiva dall’amministratore locale (ad esempio, in giorni diversi da quelli delle sedute degli organi di appartenenza), in quanto tali costi devono considerarsi coperti dall’indennità di funzione di cui all’art. 82 del d.lgs. n. 267/2000”. Così ha affermato la Corte dei Conti di Roma del 20 dicembre 2016

Quanto premesso, si

INTERROGANO IL SINDACO e GLI ASSESSORI

(2) Di conoscere se risultano rimborsi spese ai sensi dell’art. 84 comma 3° D. lgs. 267/2000 (Testo Unico sugli Enti Locali), effettuati al Sindaco ed agli assessori del mandato precedente per la sola “presenza in ufficio”, oltre che per le sedute di Giunta.
(3) In caso di risposta affermativa, se intendano procedere alla restituzione di quanto rimborsato a detto titolo.
(4) Di conoscere se i medesimi intendano avvalersi, anche per questo mandato, del rimborso spese di cui all’art. 84 comma 3° D. lgs. 267/2000 (Testo Unico sugli Enti Locali), per la sola “presenza in ufficio”, oltre che per le sedute di Giunta.

Si richiede risposta scritta, fermo restando che alla interrogazione di cui al n. 1 la richiesta scritta è domandata solo qualora il Sindaco e gli Assessori non intendano dare risposta immediata.

Cordialità

Gianni Bennati                                                                 Alessandra Cheli

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